02/11/2003

Peanuts

A ben vedere la serie televisiva dei peanuts non rende giustizia in toto alle ben più famose strisce. Sembra essere questo un giudizio definitivo ma dettato unicamente dalle condizioni 'ecologiche' della sua formulazione. In realtà quando affermo questo mi riferisco ad un processo ben noto che è quello appunto del passaggio di qualsiasi opera da libro a cinema o televisione.
Il passaggio sembra sempre (o perlomeno quasi sempre) ed appare come una traduzione grossolana dell'opera originaria. In realtà lo è. Il linguaggio delle immagini racconta ad un pubblico più o meno vasto il lato narrativo della storia. In alcune pellicole è possibile ritrovarvi qualcosa di più...e ci sono in effetti grandi maestri che rappresentano addirittura un significato superiore a quello che il libro ha voluto trasmettere. Ma lo stesso ognuno di noi avverte nella maggior parte dei casi una sorta di traduzione fallimentare. Tante volte è successo, e forse troppe, che all'uscita del cinema (il luogo deputato ai commenti istituzionali) molta gente commentasse un film tratto da un romanzo "eh certo però che il romanzo è tutta un altra cosa" o del tipo "non c'entra proprio niente con il romanzo". Più raramente è successo che qualcuno dicesse "bhè ho capito molti aspetti che non mi erano chiari". In realtà il linguaggio delle immagini aggiunge sempre qualcosa di nuovo. Nel bene o nel male. Ma cos'è quella piccola frattura tra libro e cinema che sebbene la traduzione sia stata rispettata e addirittura corroborata, ci fa percepire la traduzione come qualcosa di incompiuto? A mio avviso il carattere intimistico della lettura. Il libro per un piccolo pezzo della nostra vita diventa la nostra vita stessa. si sostituisce ad essa. Non c'è un tempo limitato. Non mi muovo fino ad un luogo socialmente istituzionalizzato per vedere come va a finire. La lettura rimane mia. Miei i personaggi. Mia la sceneggiatura. Mie le parole (perchè inevitabilmente poi le parole come per magia ti si appiccicano dentro). E' chiaro che dopo aver prodotto regia e scenggiatura, aver fatto un casting personale sebbene virtuale, l'opera altrui e l'altrui messa in scena ci deludono un pò. Tornando ai Peanuts. I fumetti hanno qualcosa in più rispetto al libro unicamente testuale. Hanno già un'ambientazione. Hanno già una sceneggiatura, attori e regia...la sua traduzione nel modno dei cartoni animati dovrebbe essere immediata e non dovrebbe consentire fratture nella traduzione del linguaggio. anzi...ma perchè lo stesso i peanuts (e non a caso ho preso ad esempio questo fumetto) sembrano essere migliori nelle strisce cartacee? a questa domanda si potrebbe dare una risposta basata su studi che vertono sulla psicologia, sulla sociologia e sulle tecniche di marketing a mio avviso...ma questo lo scriverò tra un pò. Intanto vorrei dei commenti se ce l'avete fatta ad arrivare sin qui... di iktomala | 02/11/2003
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